Noi boomers ce la ricordiamo, l’austerity.
Per chi era bambino negli anni ’70 il ricordo, in realtà, è quello di una grande festa.
Chi scrive queste righe ha chiare nella memoria incredibili giornate passate a pedalare forsennatamente sulla biciclettina dietro a papà, in tragitti cittadini che di solito venivano percorsi in macchina.
E che invece in quelle domeniche erano invase da pedoni e ciclisti, e anche diversi cavalli: c’era quello del signore anziano che ancora attaccava alla maniera dei carrettieri, con i finimenti di ottone lucido e lunghi ciuffi di crini.
Ma anche cavalli dei circoli ippici cittadini, portati fuori in passeggiata per una volta tra semafori, bar e negozi.
Cavalli veri, che facevano risuonare l’asfalto sotto i ferri degli zoccoli e di cui potevo sentire l’odore quando mi pasavano abbastanza vicini: le prime volte che ne potevo vedere di veri, dopo quelli amatissimi dei ricordi e delle favole che mi raccontavano il papà e il nonno.
A 5 o 6 anni non sapevamo nulla della Guerra del Kippur che aveva causato un calo improvviso degli approvvigionamenti di petrolio e del conseguente aumento dei prezzi.
Eravamo felicemente incoscienti e se quella parola strana, Austerity, serviva a passare più tempo con il papà a divertirci in bicicletta pedalando in mezzo alla gente, e vedendo passare anche i cavalli per giunta…evviva l’Austerity!
Per le generazioni successive: potete farvi un’idea di quella atmosfera così particolare dalle immagini girate in 16mm dall’Azienda dei Trasporti di Bologna, e raccolte su homemovies100.it.
E’ un progetto della Fondazione Home Movies-Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna, una miniera di ricordi.






















